martedì, 10 marzo 2009

Volere non è potereImmagine 006
Vorrei trasferirmi in un’altra città, trovarmi una casa piccola e andarci a vivere, per poter stare vicino a lui. Magari con lui, se volesse.
Vorrei resettare la mia vita e riprogrammarla, ricominciare da capo, avere nuove prospettive (anzi, avere DELLE prospettive)
Vorrei aspettarlo la sera per cenare insieme, o uscire, o fare l’amore, o tutt’e tre, e  svegliarmi la mattina e sentire il suo calore vicino alla mia mano.
Vorrei chiamarlo per incontrarci anche solo per prendere un caffè insieme,  andare ai suoi concerti tutte le volte che voglio, cioè sempre.
Vorrei fare tutto quello che faccio senza dovermi preoccupare degli altri, non sentire pressioni, non avere condizionamenti.
Vorrei poter vivere fino in fondo questo desiderio di rinnovamento e vivere davvero questa primavera.
Vorrei sentirmi libera. E in questo momento per me essere libera è stare con lui.

Ma non posso.


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categorie: amore
giovedì, 19 febbraio 2009

Anno nuovo, vita nuova...compleanno

... nel senso che due giorni fa era il mio compleanno e sto pensando con orrore che ne ho compiuti 49... quindi, nonostante la mia mente rigetti completamente il concetto, sono entrata ufficialmente nel 50° anno della mia vita. Ecco, in questo preciso momento mi viene da piangere.
Ogni volta che varco una decade vado in crisi. Rimando quella vera all'anno prossimo, ma già quest'anno è inevitabile qualche riflessione.

Amo qualcuno molto, molto più giovane di me. E me ne sono innamorata proprio adesso, in questo momento della mia vita in cui vedo tangibile il tempo che passa, ogni mattina mentre mi guardo allo specchio, ogni giorno sempre più. E se è vero che dentro son sempre quella, fuori il tempo bastardo si diverte a lasciare i suoi segni. E forse è proprio questa illusione di rimanere giovane, la chiave di questo innamoramento. Lui è la primavera, la mia primavera, e restandogli accanto mi illudo che l'autunno arriverà molto, molto più tardi..

E' una storia con la possibilità teorica di durare a lungo, se penso alla nostra affinità. In realtà questi anni che ci separano, e che ora come ora non costituiscono un problema,  prima o poi lo diventeranno davvero.  Penso che arriverà un giorno in cui avrò la sensazione come di ostruire la sua strada, e allora aprirò un varco e lo lascerò andare oltre. Ma ci penseremo quando sarà il momento, se ci sarà un momento. 

Per ora ci godiamo la primavera, con i suoi colori e i suoi tepori; forse il bello deve ancora arrivare... poi, si vedrà.


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categorie: pensieri, amore, riflessioni, vita
lunedì, 02 febbraio 2009

FrameTelecamera
Improvvisare…
…e guardare fuori dalla finestra per controllare se nevica, e sì, nevica un pochino, ma forse soltanto qui… e calcolare il tempo, un’ora e mezza per andare, se mi sbrigo alle 3 sono là. E di corsa sotto la doccia e di corsa i primi vestiti che capitano, che tanto chi se ne frega come sono vestita, ci sarà poco tempo per restare, dovrò tornare prima che la neve copra tutto. E poi mi devo sbrigare, voglio arrivare sotto casa sua e chiamarlo e dirgli “ehi, ti do 5 minuti per scendere, sono qui sotto”, e sorprenderlo.
E allora via scapicollarsi in autostrada, sotto il nevischio che non promette nulla di buono ma che per fortuna si scioglie subito a contatto con l’asfalto – per adesso, almeno. Ma sì che ce la facciamo, è forse una piccola pazzia ma io devo andare a riprendermelo.  Perché non è lui quello con cui sto parlando da 24 ore… chiuso , arrabbiato, lontano, incapace di scrollarsi via la cappa di rabbia che lo ha investito.
E appena si varca l’Appennino il tempo si fa clemente, le strade asciutte mi permettono di volare, giù verso la città, i palazzoni a tinte pastello si affacciano sul golfo e mi danno il benvenuto.. tra pochi minuti sarò tra le sue braccia, sarà tra le mie.
Scendi, baby, sono qui. E in un minuto tutto torna ad essere come volevo. E sapevo che sarebbe stato così.
E meno male
Che non son normale

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categorie: viaggi, amore, vita, storie
sabato, 24 gennaio 2009

025a

Venerdì 23 Gennaio – Francoforte
Sono all’aeroporto di Francoforte in attesa del mio volo che sarà tra 3 ore. Zona tranquilla per poter scrivere mentre aspetto.
Pensavo mentre partivo da Mostar, dove mi trovavo (Francoforte è uno scalo del mio viaggio) che ultimamente ho volato spesso e sempre da sola: mi piace viaggiare da sola, mi dà una bella sensazione di essere king of the world. Appaga il mio bisogno di sentirmi indipendente e mettere alla prova la mia capacità di essere autonoma. Una specie di test di sopravvivenza, insomma.
Vengo dalla Bosnia, dove sono stata per dare una piccola mano ad Alberto, che sta lavorando ad un progetto finanziato dal Ministero Affari Esteri in collaborazione con enti per la cooperazione internazionale, per il sostegno all’agricoltura della Bosnia Erzegovina.
Mostar è una città ancora piena di segni della guerra recente. Benché quasi completamente 060aricostruita, più dell’80% delle case e dei palazzi portano ancora i segno delle esplosioni delle granate e delle mitragliate del conflitto coi serbi. E un buon 5% delle case e dei palazzi sono rimasti come li ha lasciati l’ultimo bombardamento: scheletri senza tetti e finestre, con i muri neri per il fuoco e gli squarci provocati dalle bombe.
Si respira un’aria piuttosto strana: la gente, benché il conflitto sia terminato da anni, convive forzatamente ed ancora oggi croati bosniaci e bosniaci musulmani vivono in due zone distinte della città ed evitano di “mescolarsi”. Sembra un equilibrio così delicato...
Tutta la zona intorno è piena di campi minati, lasciati dai serbi durante l’assedio. Lo sminamento probabilmente non avverrà mai: uno sminatore impiega un giorno per sminare 80 metri quadrati di terra, ed è stata data la priorità alle zone più importanti. Ma Mostar è circondata da una landa desolata molto ampia, e probabilmente nessuno interverrà a bonificare quei terreni (troppo costoso!) e lasceranno che le mine si disattivino da sole col tempo (50 anni). Così, per un po’ hanno messo i cartelli per segnalare le zone pericolose: cartelli rossi con il teschio e la scritta pericolo, zona minata. Poi li hanno tolti e non li hanno rimessi più, tanto la gente della zona sa dove non devono andare. A volte però qualcuno si dimentica e salta in aria. Qualche cartello è rimasto: ai margini di zone un po’ brulle, con rocce e conifere, un po’ come le nostre montagne.. zone dove verrebbe voglia di farci delle belle passeggiate, per dire… senonché rischi di rimetterci come minimo una gamba.
002aHo visto il famoso ponte, simbolo della città, distrutto dai bombardamenti e oggi fedelmente ricostruito, così come il piccolissimo e delizioso centro storico. Pioveva a dirotto e mi veniva in mente Red Rain di Peter Gabriel, mentre camminavo da sola sotto la pioggia in quei vicoli, fino a poco tempo fa rasi al suolo.
Il paese è davvero povero: non c’è assolutamente niente. Chilometri quadrati di landa desolata. Non ci sono infrastrutture, niente autostrade, praticamente niente ferrovie che colleghino decentemente i centri cittadini, i paesi. Impossibile, in queste condizioni, sviluppare turismo, sviluppare commercio, e di conseguenza sviluppare industria e agricoltura. E non c’è grande iniziativa dalla popolazione: aspettano che qualcuno o qualcosa li aiuti. Abituati a 50 anni di regime, e alla soppressione dell’iniziativa privata, non sono più abituati a camminare con le proprie gambe.
Comunque, il contatto con la gente di Mostar è stato più difficile, ben altro rapporto ho avuto con chi ho incontrato a Trebinje, dove grazie a dio serpeggia il germe dell’interesse, dell’entusiasmo, della voglia di fare. Sono certa che i progetti in corso frutteranno, a sud. Vedo fermenti positivi. Potrebbero farcela…
 

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categorie: viaggi, vita, diario
sabato, 17 gennaio 2009

ricevuta_fiscaleBisognerebbe

Bisognerebbe potersi fermare PRIMA.
In tempo.
Prima di riempire i tuoi occhi della sua immagine, prima di lasciarlo entrare nella tua vita, prima di innamorarsi.
Bisognerebbe chiudere il cuore con un catenaccio, bisognerebbe impedire alle emozioni di scardinare le sinapsi, e alla felicità di saturare le cellule.
Perché bisognerebbe avere la lucidità di capire subito che una storia, che “quella” storia, sarà bellissima e breve, e che alla fine sarà un’altra piccola/grande ferita.
Bisognerebbe essere razionali e saper prevenire, perché tutti sanno che è meglio che curare…
Comunque, basta saperlo. Diciamo che certe scelte si pagano, quasi sempre. Decidi di andare in un hotel di lusso? Lo paghi. Decidi di acquistare un abito firmato? Lo paghi. Decidi di vivere una storia emozionante e felice? La paghi.
Vedi tu: tutto ha un prezzo.
Basta non rimanerci male quando ti presentano il conto.

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categorie: pensieri, amore, riflessioni, vita
giovedì, 15 gennaio 2009

107

Mani  fredde, cuore caldo
Dicono... se è vero, il mio cuore ormai è arrosto, visto che in queste ultime settimane ho le estremità quasi costantemente gelate.
Sto lavorando un bel po’ in questo periodo, praticamente ho appena cominciato l’anno nuovo e sono già stanca, pronta per una vacanza. Forse dormo poco, non so, tant’è… ho bisogno di calore e di dormite. E per calore intendo sì quello del sole, ma non solo. Sogno canotte e infradito mentre mi infagotto con maglioni e stivali; sogno la “perfetta corrispondenza d’amorosi sensi” (grande Ugo) mentre fingo indifferenza ad una piccola delusione.
Forse pretendo troppo dalla vita, dovrei accontentarmi un po’ di più. Del resto, non si può mica nascere tutte ai tropici e fidanzarci tutte con George Clooney (per dire – che poi magari è una delusione pure lui, ma tanto non si sa... ma ritengo sia gran bello stereotipo di uomo ideale, anche se so che Luisella non è d'accordo).   
Il problema è che – tanto per citare nuovamente  l’Ugo - do lode alla ragion, ma corro ove al cor piace, e non sempre correre dove al cor piace è un affare. Anzi. La mia principale attività negli ultimi 7-8 anni è stata aspettare. L’attesa, signora e padrona del mio tempo.  E la mancanza, con la quale va a braccetto.
Non è facile bastare a se stessi. Io non ci riesco, anzi, non ci provo neanche, sono come sono, stop. E di conseguenza, adesso, mi manchi.

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categorie: pensieri, amore, vita, sentimenti
mercoledì, 07 gennaio 2009

188a

Anno nuovo, vita nuova
Ma dai che siamo sopravissute indenni anche quest’anno al Natale, che grazie a dio si è tolto dalle scatole; abbiamo dato anche per Capodanno e anche stavolta archiviamo ‘sta palla delle feste natalizie e non ci pensiamo più per un anno. Che poi a pensarci bene dovrei fare anche io la furba e partire per una vacanza di 15 giorni proprio tra il 20 e l’epifania, che tutte le feste se le porta via compreso le vacanze se ci sei, ma vuoi mettere essere – che so – a Cuba?
Ho archiviato il 2008 senza avere la più pallida idea di cosa sarà il 2009. Mai per la prima volta dopo 8 anni l’anno che arriva appare senza nemmeno l’ombra non dico di una progettazione, ma nemmeno di un canovaccio (per usare un termine teatrale)che tracci almeno a grandi linee lo svolgimento della mia vita.
Ho archiviato un rapporto importante, il più importante della mia vita, dopo anni di tira-e-molla, di recite, finte, occhi chiusi di fronte all’evidenza che il tentativo di salvataggio che era già un naufragio in piena regola. E nonostante questo (il naufragio, intendo, ed il relativo riconoscimento) mi sto domandando com’è possibile che la mia vita possa continuare come se niente fosse, senza di lui, la sua presenza, la sua solidità. Perché nonostante tutto, nonostante ci siamo presi e lasciati e ripresi e lasciati di nuovo, lui è stato il baricentro dei miei ultimi 16 anni, ed in questo momento mi sento come un viaggiatore in un paese straniero senza navigatore.
Sto facendomi giorno dopo giorno una mappa della vita, ma a volte mi accorgo che sbaglio a disegnarla e mi sembra che non uscirò da questo viaggio, o almeno non ne uscirò indenne. Perché viaggiare in un paese sconosciuto senza guida a volte ti porta a finire in vicoli bui e strade senza uscita, senza sapere come ci sei arrivata e a volte anche come uscirne.
Adesso sto percorrendo una strada nuova, che non so dove porterà. Probabilmente a niente. A volte vedo l’orizzonte così lontano da sembrare infinita, a volte mi sembra che dietro la prossima curva ci sia già un baratro che mi impedisce di proseguire il cammino. A volte incontro discese lungo le quali lasciarsi andare assaporando l’ebbrezza della velocità, a volte salite durissime e piene di ostacoli che mi fanno dubitare di riuscire ad arrivare in fondo.
Ma che panorami, da qui..! Spero solo di non precipitare in un burrone... ma siamo ottimisti, da sempre. Sopravviveremo anche a questa.

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categorie: amore, vita
martedì, 23 dicembre 2008

Non c'è limite al peggio

Sto sentendo, trasmessa da non so che radio accesa in ufficio, una versione di Merry Christmas (war is over) cantata da Nek. Un massacro. Inascoltabile. Mi domando: chi ha prodotto questo scempio ha le orecchie foderate di prosciutto?

Vi mando l'originale con il pensiero, come regalino. Buon Natale


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categorie: natale
venerdì, 19 dicembre 2008

Il_cielo_sopra_BerlinoIl tempo guarirà tutto.

Ma che succede se il tempo stesso

è una malattia?


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categorie:
lunedì, 15 dicembre 2008

max manfredi

Pensierini del lunedì

Se tralasciamo il fatto che stamattina ero (e sono tuttora) una carcassa destinata alla demolizione e successivo sgombero alle pubbliche discariche, sono reduce da un weekend che stimo come uno dei più piacevoli della mia vita. Diciamo che dovendogli dare un voto da 1 a 10, potrei anche azzardare un bel 10 pieno; sto valutando se aggiungere la lode, ma non vorrei essere troppo di manica larga.
Comunque sia, non starò qui a spiegarvi il perché e il percome tanto non ci vuole un genio per capirlo, e so che voi avete un Q.I. abbastanza alto (anche se il fatto stesso di essere lettori del mio blog, ve lo abbassa automaticamente di un tot) da poterci arrivare con lo vostre capacità.
Questo magnifico fine settimana è comunque iniziato con un pregevole concerto a cui ho avuto la fortuna di assistere venerdì sera, non senza dover affrontare peraltro un viaggio non indifferente, soprattutto una volta giunta a Milano, in un’ora in cui tutti gli abitanti della città (che si stimano essere circa 1.300.000) si erano dati appuntamento in due punti precisi della città, cioè esattamente dove dovevo passare io: incrocio Via Spezia-Viale Liguria e Cavalcavia Bacula-Piazzale Lugano). Mah, doveva esserci qualche festa, un derby, il concerto gratuito dei Rolling Stones, non so, tant’è erano tutti lì, sotto la pioggia, in coda, fermi, e tanto se hai fretta ti attacchi al tram.
Tutto questo per il concerto di Max Manfredi, autore purtroppo semisconosciuto, ma geniale, con quella sua straordinaria capacità di proiettarti con le parole e la musica in un altro mondo fatto di emozioni e sensazioni, profumi, immagini e immaginazioni. Cercatelo, trovatelo, ascoltatelo e aprite le finestre della fantasia, lasciandovi trasportare al largo, dalle sue canzoni. Ne vale la pena.
Per il resto, siamo qui a riprendere una settimana che non si preannuncia come una delle migliori, visto che saremo alle prese con la solita guerra del regalo natalizio. Non starò a dirvi come ogni anno  che vorrei addormentarmi l’8 dicembre e risvegliarmi dopo un mese esatto (opss, l’ho detto!), che le feste natalizie mi fanno venire l’orticaria, che babbo natale col suo vestito rosso mi ha veramente stufata. Però permettetemi un minimo di lamento: non ne posso veramente più. Credo che quest’anno regalerò moltissimi auguri, e basta. Ma fatti col cuore, eh! Che coi tempi che corrono non sono da buttare via.

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categorie: pensieri, musica, vita, natale
giovedì, 11 dicembre 2008

DSCF4171

Chitarre

Ma quanto è bravo Matte?

Qui bisogna fare qualcosa.

 


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categorie: musica, amici
mercoledì, 10 dicembre 2008

La falena e la candela
Tempo fa scrissi “sto pagando qualche momento di felicità con tassi da usuraio”.
Mi ritrovo, a distanza di un anno, forse due, a fare i conti nuovamente con una storia bellissima e impossibile, che so già a priori, dal primo giorno, pagherò cara, di nuovo.
Bisognerebbe avere la forza di fermarsi in tempo: io questa forza non ce l’ho. Mi sento una falena attratta dalla luce della candela: mi brucerò le ali, e non solo, ma non posso fermare il volo. Troppo tardi, la luce mi ha ipnotizzata.
Quanto potrò volare, non so. Ma ogni minuto di luce è un minuto felice.
Luce. Non posso farne a meno. E volo intorno alla fiamma in un volo suicida.


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categorie: amore
lunedì, 07 luglio 2008

012Pensieri e parole
Sono malata. Detta così suona preoccupante; in realtà si tratta di un misto di intossicazione alimentare più bronchite che mi portano un febbrone da cavallo che non si riesce, per il momento, a domare.
Da venerdì passo il mio tempo a misurare la febbre e dormire, e poi penso, molto.
Ho fatto un viaggio, due settimane fa, 6 giorni a New York e dintorni, dove per dintorni si intende la casa di David. Non era in programma tanto ben di dio, non mi aspettavo di fare questa “deviazione” fino alla casa di colui che fino a qualche tempo fa egemonizzava i miei pensieri, ma che ultimamente grazie a dio era stato finalmente esiliato in qualche angolo del bagaglio della mia vita (la vita è un viaggio, e tutti abbiamo un bagaglio da riempire con le cose e i ricordi raccolti durante il viaggio). In archivio, insomma.
David: pensavo di berci un caffè nella City magari un pomeriggio, invece mi invita subito a casa sua. “Devi venire, sono un paio d’ore da NYC, sabato sono lì per un concerto, vieni, sei mia ospite, poi partiamo a andiamo a casa e stai lì tutta la domenica, ci sono un sacco di cose che devi vedere, poi ti porto su lunedì mattina”.
Ero abbastanza sorpresa: riesce sempre a spiazzarmi. Roby mi dice: tornerai stra-fatta , ci vorrà un sacco di tempo perché ti ripigli da ‘sta cosa. Ma va’, rispondo, sto bene Roby, mi sento bene e forte, stavolta non mi frega, sono sicura, e poi per fregarmi dovrebbe fare chissà cosa e sono sicura che non succede, lo conosco troppo bene.
Bello incontrarlo a New York: girare per le streets e le avenues in cerca di cibo prima del concerto, insieme a lui come se fosse la cosa più normale; partire da New York alla volta di casa sua dopo lo show, come se stessi tornando a casa da Milano, ma stavolta, per la prima volta da quando lo conosco, con lui alla guida della sua auto, e poi mica la statale, era un’american highway eh…
Strana atmosfera, durante il viaggio. Non eravamo “amici”, durante quel viaggio. Non avevo affatto questa sensazione, è difficile spiegare (o forse è facile, ma non voglio farlo, qui). Allora pensavo: questa volta ce l’ho, questa volta lo acchiappo. Ma mica lo volevo acchiappare per chissà quanto, eh… bastava quel week end, bastava quel pugno di ore che avevamo a nostra disposizione, bastava quel tempo che poteva essere come lui avrebbe voluto, (“non abbiamo mai il tempo di stare un po’ insieme, dobbiamo sempre correre, sempre qualcosa da fare, sempre gente tra i piedi, e alla fine siamo troppo stanchi e abbiamo bisogno di dormire – non mi piace così, vorrei aver e più tempo per poter fare delle cose normali, andare in giro, al ristorante, parlare”). Bene, ce l’hai adesso, il tempo. Sfruttalo.
Invece…  
Prima di andare a casa siamo passati dallo studio di registrazione dove lui lavora (anche) perché c’erano dei ragazzi che stavano finendo un lavoro e ha voluto passare a controllare che tutto fosse a posto – e si sono fatte le due; la mattina dopo alle 10 abbiamo dovuto correre allo studio di cui sopra perché era saltato l’allarme per colpa del temporale notturno, e siamo stati lì fino alle 13 e 30 (N.B.: lo studio non è il suo: mandarli a quel paese e dirgli di arrangiarsi, no..?); saltato il pranzo, abbiamo dovuto scapicollarci a casa della moglie a ritirare il figlio che doveva andare ad una festa di scuola (l’ho rivista un anno dopo: baci e abbracci, oh Laura di qui oh Laura di là, come sei magra, dovresti mangiare di più – e grazie, dillo al tuo ex-marito), correre ad uno store a prendere food and drinks da portare alla festa, andare alla festa. Qui per me è stato un lavoro: una quindicina di autentici W.A.S.P. si sono sentiti in dovere di mettermi a mo agio, essendo italiana, facendomi parlare del più e del meno (dove vivi, che lavoro fai, e Berlusconi, e l’euro, e il vino, e poi mi hanno raccontato tutti i loro viaggi in Italy), e facendo sì che alla fine fossi stanca come un minatore. Madonna, quanto parlare di cose che non mi interessavano, in una lingua che continua comunque ad impegnarmi troppo mentalmente..! Alle 18 e 30 circa finalmente abbiamo mollato la festa, dai che adesso la mamma viene a prendere il cucciolo. Eh, come no!! L’avete vista voi? Io neanche in fotografia. Abbiamo aspettato un po’, poi David gli ha preparato una cena in qualche modo, poi l’ha fatto lavare, gli ha messo il pigiama e l’ha messo nel lettone a guardare un dvd. Io ho cucinato un piatto di farfalle in bianco (burro vero e parmigiano finto, dell’Argentina, ma passabile) per noi due, e alla fine ci siamo ritrovati tutti e 3 sul lettone a guardare il film. Dopo un po’ i due maschiacci erano secchi. Avrei giurato che mammina non sarebbe venuta a riprendersi il figlio, vabbè. Verso mezzanotte si è svegliato ed era in vena di parlare, ma ha detto cose che avrei preferito non dicesse. Cose che sapevo già. Ma lui deve sempre ribadire che “non sa”. Ma a me non interessa che sappia qualcosa, se non vede chiaramente cosa vuole dalla vita non sarò certo io a cambiare le cose; non c’è nessuna prospettiva tra noi e non so di cosa ha paura… ma cristo santo, una volta che sono lì, che mi inviti, hai tempo, non riesci a vivere 24 ore tranquillo e  sereno? Stiamo parlando di ore… perché mi fai credere una cosa e poi ti comporti all’opposto?
Alla fine, pensa che ti ripensa, la conclusione è che io per lui sono un’amica, una cara amica che è andata a trovarlo per caso dall’Italia (il che è parzialmente vero), alla quale ha finalmente potuto mostrare il suo regno, i suo studio, le sue cose, ciò di cui va orgoglioso, i dischi d’oro e di platino per le migliaia di copie vendute, i quadri d’autore, e nella casa vuota da qualche mese ha finalmente avuto un ospite… il fatto che fossi io era un puro dettaglio. Con la differenza che lui sa che con me ha vita facile…
Ma non per me, che sono andata a casa sua come se fosse una specie di luogo sacro. Che l’ho rivisto serenamente, all’inizio, ma già mentre ero in auto sabato sera dentro di me era ricominciato tutto daccapo, sapete quando cresce involontaria tutta una serie di aspettative? Colpa sua, però, e colpa mia che ci casco regolarmente come un pollo.
Ma sì, non vi tedio più. Del resto ho la febbre e non ci ho un ca##o da fare, perciò scrivo raccontini. E’ comunque stata una bella cosa, la rifarei, solo che stavolta la gestirei in modo decisamente diverso. Per lo meno, me ne starei più zitta, e gli scriverei meno stronzate. Tanto, je rembalzeno.
P.S.: penso esattamente tutto quello che state pensando voi - non mi manca la coscienza della realtà dei fatti - solo che per pudore non lo scrivo.

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categorie: pensieri, viaggi, amore, ricordi, vita, storie, amici, sentimenti
mercoledì, 02 luglio 2008

Post di Mercoledì 14 Maggio 2008

Tutte cazzate.


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categorie: vita
mercoledì, 14 maggio 2008

Cazzeggio postprandiale033a

Toh! Che sbadata!! Mi sono dimenticata di dirvi com'è andata mercoledì scorso! Ma ve ne può fregare di meno? Mmmh.. mi sa di sì, e alla grande, proprio. Comunque siccome sto aspettando le 14.30 (ho un appuntamento con un cliente) e devo riempire questo spazio con alcune delle mie baggianate, vi aggiornerò sulla serata con David.
Deliziosa. Ma pensa come si sta bene quando non si è innamorati..! Perchè adesso posso dirlo: sono proprio guarita, al centopeccento. Però, questo non significa che non continui a considerarlo speciale, perchè nonostante tutto lui E' speciale. Nonostante la vagonata di difetti, è speciale. Per me, magari solo per me, ma questo è ciò che penso. Perciò abbiamo mangiato, parlato molto, chiarito dubbi, spiegato cose, ricordato fatti, analizzato situazioni, l'ho adorato come sempre mentre suonava (e questo lo facevo già molto tempo prima che lo conoscessi di persona)........ ma che bello che è stato.
La considerazione che facevo, mentre tornavo a casa, era proprio questa: avevo il cuore leggero e sereno come mai mi era capitato prima. Ricordo che tutte le altre volte tornavo a casa con una tristezza cosmica.
E SONO SODDISFAZIONI EH..!

Brava Laura, anche questa è fatta.
E adesso, altro giro, altro regalo.
Sotto a chi tocca!

(ma va', sto scherzando..! )


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categorie:
lunedì, 12 maggio 2008

Lacrime e coccodrillococcodrillo
Pensavo di scrivere un bel post, stasera, di quelli che mi vengono così bene, in cui mi piango un po’ addosso, mi lamento di me stessa, dico che sono fallita, che ho buttato un sacco di anni al vento, che non so far qui e non so essere là, insomma un bel polpettone misto, bello pesante.
Di quelli che dico che ho un carattere di merda, che non so stare con nessuno, che sono una rompicoglioni, che voglio sempre aver ragione e non è così che si vive e si lavora, che sono un bastian contrario e rovino l’esistenza a chi mi sta vicino, insomma un bel piagnisteo in piena regola.
Ma forse è meglio di no. In alternativa perciò vi allieterò con una barzelletta idiota che sicuramente tutti conoscerete, perché già letta su qualche giornale, o ricevuta via email, o trovata su qualche sito. Io l’ho ricevuta oggi, e la uso come surrogato al polpettone piagnucoloso. Un bel cambio vantaggioso, insomma. Ma così, tanto per rimanere in tema di coccodrilli (io ci metto le lacrime).
Una scimmia sta seduta su un albero e si fa una canna.
Una lucertola passa lì sotto, guarda in alto e dice: - Ehi! Che stai facendo?
La scimmia le dice:- Sto fumando una canna, sali e fatti un tiro!
Così la lucertola sale, si siede accanto alla scimmia e si fanno un po'di canne.
Dopo un po' la lucertola dice di avere la bocca asciutta e va al fiume a bere.
La lucertola è così fuori che si sporge troppo dalla riva e cade nel fiume.
Un coccodrillo vede la scena, nuota fino alla lucertola e la aiuta a raggiungere la riva, poi gli chiede:
- Ma che stai a fa'?
La lucertola gli racconta che stava su un albero a farsi la canne con una scimmia, si è sballata troppo, ed è caduta in acqua mentre beveva.
Il coccodrillo, che non vede di buon occhio il consumo di sostanze stupefacenti, va allora nella giungla, trova l'albero dove la scimmia si sta finendo l'ennesima canna, guarda su e dice:
- Hey, tu!.......
La scimmia guarda giù, sgrana li occhi e fa: -Da pauuuuraaaa............ma quanta c a z z o di acqua hai bevuto?????
 

postato da: bigtime alle ore 22:03 | link | commenti (3)
categorie: cazzate
mercoledì, 07 maggio 2008

LA TENSIONE E' ALLE STELLE!!!

 ...   .....   ...

 


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martedì, 06 maggio 2008

colma premosello 2

Alberto
Alberto è uno dei miei migliori amici. Non ci vediamo mai, ci sentiamo una volta ogni morte di vescovo, ma per me rimane uno dei miei migliori amici. Quando uno è amico, lo è per sempre, secondo me. E’ il bello dell’amicizia: gli amori finiscono, le amicizie (se sono vere) mai.
Eravamo insieme all’università. In verità lui ha un paio d’anni meno di me, ma siamo finiti a lavorare nello stesso gruppo (lui aveva iniziato la tesi mente io lavoravo nello stesso istituto, appena laureata). Ho avuto con lui un feeling immediato. Poi mi piaceva: biondo, occhi azzurri, sorriso aperto, simpatico, indubbiamente intelligente, sensibile, beh… a chi non piacerebbe un tipo così. Mi faceva battere il cuore. Non era amore o cose del genere: era emozione, mi piaceva stare con lui. Credo di non aver mai dato l’impressione che fosse così, ma per lui avevo davvero un debole. Forse era una cosa reciproca: dov’ero io era lui, e viceversa. Ricordo che Leo, il nostro “capo”, ci prendeva in giro e rimarcava regolarmente il fatto che “dove c’è la Laura, c’è anche l’Alberto!” (solo che lui ci chiamava per cognome, tipo “dove c’è il Brambilla c’è anche la Fumagalli!”)
Una strana amicizia, in fondo. Sempre sulla filo del rasoio: un attimo dopo si poteva oltrepassare il limite. Non l’abbiamo mai fatto, forse più per volontà sua che mia. O dovrei parlare di merito, non so: io ero sposata. Era un matrimonio destinato a finire (come infatti è finito), ma penso che lui abbia sempre rispettato questa cosa. O forse semplicemente c’era un blocco psicologico che non riusciva a vincere, o magari (ed è la cosa più probabile) non gli piacevo abbastanza.
Probabilmente se avessimo oltrepassato quel limite non sarei qui a parlarne, adesso.
Una volta siamo usciti a cena, ero con la mia macchina, abbiamo parlato tutta la sera, per ore, e poi l’ho riaccompagnato a casa e siamo stati a parlare sulla macchina di musica ancora per un’ora: c’era un’aria carica, alla fine, ma ci siamo salutati e siamo andati a dormire ognuno a casa propria. Avrebbe potuto succedere qualsiasi cosa, allora, ma non successe niente. Ricordo però che tornando a casa ero felice. Profondamente felice. E avrei voluto che quella sera non finisse mai.
Poi lui è partito per l’Africa, Chad. Ci si scriveva ogni tanto (non avevamo la posta elettronica allora… erano gli anni ’90). Lui si era fidanzato con Jolanda, una ragazza spagnola con cui aveva avuto una intensissima storia d’amore. Ero contenta per lui, era felice, stava facendo quello che desiderava con la persona che amava, la situazione ideale. Durata un bel po’, poi è successo un disastro e si sono lasciati.
Partì per l’America. Ci scrivevamo email. E io persi il mio equilibrio. Era un momento della mia vita di sbando totale; ero così fuori di testa e confusa e senza punti di riferimento, in quel periodo, che questo strano rapporto virtuale con lui mi fece perdere leggermente il senno. Persi la testa. Non so spiegare esattamente cosa mi stava succedendo, ma ricordo chiaramente che se lui mi avesse detto “fai la valigia e parti, vieni qui da me, stiamo insieme”, l’avrei fatto. Ricordo (confusamente, perché tutto quello che ho fatto in quei mesi è molto confuso nella mia mente) che gli scrissi una email in cui gli confessavo qualcosa tipo che volevo stare con lui. E lui mi rispose l’unica cosa che mi poteva rispondere: che non poteva e non voleva, ma lo scrisse nel modo più intelligente e delicato possibile.
Poi mi sono ripigliata e ho recuperato il buon senso. E la nostra amicizia è rimasta intatta. Oggi lo trovo felicemente accompagnato da una ragazza (insisto col considerare ragazze le quarantenni!), in partenza per la Bosnia, destinazione Mostar, dove andrà a lavorare ad un progetto vitivinicolo per la cooperazione. Da solo. Sono un po’ preoccupata per lui, per la solitudine a cui andrà incontro (alla quale era forse abituato, ma che adesso sicuramente mal sopporterà, alla luce della sua nuova storia d’amore), per le difficoltà che sicuramente incontrerà in quella zona. Ma è un tipo tosto, ce la farà.

postato da: bigtime alle ore 08:41 | link | commenti (5)
categorie: ricordi, vita, amici, sentimenti
venerdì, 02 maggio 2008

carassius1Chi non muore si rivede
(sottotitolo: abbocco o non abbocco?)

-----Messaggio originale-----
Da: Bigtime
Inviato: martedì 29 aprile 21.44
A: David
Oggetto: back home
 
So, how things are going? Are you touring? France? Talked to Irene before, she has announced me your separation from Elen, occurred 3 weeks ago. Uh... how is your shoulder?
Baci,
L.
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: mercoledì 30 aprile 2008 14.09
A: Bigtime
Oggetto: Re: back home
 
 Things are going well...I guess. Typical. Elen moved out of the house about 3 weeks ago. You didn't know that? i thought I told you. I guess I've had my hands full with everything else.
I had a brief exchange with Irene the other day, first time in probably 8 months. Are you fixated with her?
My shoulder is okay I suppose. I probably shouldn't be playing the drums right now. I'm hoping you'll rub it for
me. How are you healing from your surgery?          D.
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: Bigtime
Inviato: mercoledì 30 aprile 14.26
A: David
Oggetto: Re: back home
 
Fixated with Irene? I'm laughing for that!! :-))) I was only considering that she's been, in the last year, the main source of information about you :-)) I mean: separation is a BIG BIG NEWS!!
You told me you were going to separate but... you told that many times and it never happened, I thought it was another bad moment but nothing real.
Mmmhh............................................ I can't believe it...
Do you think it will really be definitive? I can't believe it...
I'm happy if your shoulder is ok, and I think you won't need any rub.
But I can be wrong, just tell me, I'll do my best to make you feel well.
My surgery? No problem, after 2 days I was ok, now there are some small scars on the skin, but they're disappearing day after day.
I can't believe I'll see you next week.
:)
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: mercoledì 30 aprile 2008 16.11
A: Bigtime
Oggetto: Re: R: back home
 
 I have hired a lawyer and filled the divorce papers with the court (that's official), I don't think this will stop. Can't believe Irene would know much about me in the last year. I only IM'ed with her a few days ago. Haven't had a word with her since last summer. I guess news travels fast. She did send me a message when my mother passed away.
later     Geronimo
 
  
-----Messaggio originale-----
Da: Bigtime
Inviato: giovedì 1 maggio 2008  2.38
A: David
Oggetto: Re: R: back home
 
You don't need to explain anything about Irene... I know that you don't talk with her since last year... yesterday I called her (we keep in touch and talk by phone) and she told me that she heard you (or emailed) and she gave me the news about your separation, that's all. And I thought that she always gives me interesting information about your life ;)
Hey, I'd like to talk about all this story with you... Elen, and the divorce, I mean. And I'd like to clear up all this story about Irene... but we won't have any time as usual, next Wednesday. And probably you don't give a damn of talking with me about that!
Ah, it's 2.40 a.m., time to go to sleep.
Baci.
L.
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: giovedì 1 maggio 2008 13.51
A: Bigtime
Oggetto: Re: R: R: back home
 
 I was thinking about Milano next week and the fact that I won't have a hotel. Staying at Paolo's house. Do you have any ideas about this? How many days will you come?    D.
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: Bigtime
Inviato: giovedì 1 maggio 14.13
A: David
Oggetto: Re: R: R: back home
  
I don't know, David... what I know is that you will arrive in Milan the 7th and will leave the 8th (next stop: Geneva), and sleep at Paolo's (nobody told me that but it's intuitable, you always sleep at Paolo's when you're in Milan).
That's why I think we'll see at the venue only and we have no other chances.
But I'm longing for that. Maybe we can have dinner together: you, me, and Robert:)
Ciao, Geronimo :)
L.
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: giovedì 1 maggio 2008 14.35
A: Bigtime
Oggetto: Re: R: R: R: back home
 
 What about a hotel? Something very expensive :)  When was the last time you went to Geneva? Dinner for sure...no Robert!
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: giovedì 1 maggio 2008 14.36
A: Bigtime
Oggetto: Re: R: R: R: back home
 
Maybe a hotel near Paolo's place. I think it's Monza.
 
 
-----Messaggio originale-----
Da: Bigtime
Inviato: venerdì 2 maggio 8.09
A: David
Oggetto: Re: R: R: R: back home
 
 Well, to tell you the truth... I've never been in Geneva, and though I'd like to see this nice place, I won't do it next week, I can't.
And regarding the hotel... do you REALLY want to spend the night with me, leaving Robert alone with Paolo??????
 
-----Messaggio originale-----
Da: David
Inviato: giovedì 1 maggio 2008 14.35
A: Bigtime
Oggetto: Re: R: R: R: back home
 
OUI.
 
 

postato da: bigtime alle ore 14:39 | link | commenti (3)
categorie: amore
lunedì, 07 aprile 2008

032Ultime notizie

E dai e dai, insisti oggi, insisti domani, finalmente la primavera è proprio arrivata, e io già comincio a riprendere vita. Casualmente tra un mese David torna da queste parti, ma di questo (se ne avrò voglia e soprattutto se ne varrà la pena) vi racconterò al momento giusto.
Comunque: aprile di piccoli eventi, iniziato con la mia consueta puntatina al Vinitaly, dove, oltre gli amici e naturalmente "la" Valeria, mia compagna di avventura, ho incontrato e conosciuto un discreto numero di personaggi interessanti e assaggiato un più che discreto numero di vini, alcuni dei quali rimasti impressi a fuoco nella mia memoria (un insolito Cerasuolo d'Abruzzo e una Malvasia Passita di Lipari che lévati!). A parte il bordello infernale di venerdì, a Verona (4 ore per riuscire a mettere piede in Fiera, quando normalmente impiego 2 ore e mezza) il Vinitaly è un evento che di solito mi rigenera.
Ho in programma una fuga in Toscana per un convegno tecnico, venerdì, con partenza giovedì sera e cena con la solita Valeria, che mi ospita, con la scusa che non ci vediamo mai ed è ora di aggiornarci (per la miseria!). Non sono ancora sicura al cientopecciento, ma quasi.
Lunedì prossimo sono a Milano per il concerto di James Taylor (vi metto qui sotto un video magnifico di lui con le Storie Tese, ancora con Paolo Feiez - grandissimi).
Domenica 20 arriva qui da me Irene, che con la sua band (il suo trio) ha un paio di cosiddetti day-off (due giorni di cazzeggio, in pratica) e li ospito qui da me. Sono curiosa di conoscere il batterista, ah-ah-ah (per fare il confronto con quello dell'anno scorso, ah-ah-ah).
Martedì 22 sono a Milano con loro, per il concerto (e forse non soltanto come spettatrice, boh, vediamo).
Poi, cos'altro? Forse prima della fine del mese incido una canzone nuova.
E dai, e dai, insisti oggi, insisti domani, finalmente succede qualcosa.

Godetevi Steamroller (dopo aver zittito Ben Harper). Bacieabbracci.


postato da: bigtime alle ore 23:01 | link | commenti (4)
categorie: musica, vita, storie, vino